Animali a rischio estinzione in Italia

Chissà perché ogni volta che si parla di animali a rischio estinzione vengono elencate sempre specie che vivono molto lontano da noi. Questo ci allevia il senso di colpa (se l’agricoltura intensiva sta portando all’estinzione una specie della Thailandia sarà mica colpa mia) e ci solleva dal dover fare qualcosa per porre fine a questo drammatico fenomeno. Vale anche la regola: tutti colpevoli tutti innocenti! Penso all’orso bianco che sta affrontando una dura sfida a causa dell’inquinamento e del riscaldamento globale. La tipica risposta, quando si chiede un’intervento, è sempre: ma a cosa serve che facciamo qualcosa noi Italiani se tanto la Cina e l’India inquinano 100 volte più di noi? Allora voglio fare un elenco delle specie animali a rischio estinzione qui in Italia, così che tutti noi si possa cominciare a fare qualcosa.

Pernice Bianca.

Ne restano ancora meno di 10.000 coppie. La specie risente profondamente dei cambiamenti climatici. La cosa buffa è che, malgrado ciò, è ancora soggetta alla caccia. Non so poi se sia effettivamente preda di cacciatori. Ma qui voglio fare un’appello: si dice, e a volte è anche vero (credetemi se lo dico io che la caccia la abolirei già da adesso), che i cacciatori amino la natura. Sembra una contraddizione, ma è così. In alcune regioni di Italia poi, come il Friuli Venezia Giulia, i cacciatori sono stati parte attiva del ripopolamento di alcune specie in estinzione o, addirittura, estinte. Allora mi appello ai cacciatori ancor prima che lo faccia la legge: non sparate alla pernice bianca! È una specie in estinzione. Se davvero vi piace la natura e il contatto con la natura, smettete di sparare a questo pennuto, perché altrimenti i nostri figli non potranno più gioire della vista di questa meraviglia della natura. Io sono e resterò sempre contro la caccia sportiva, ma se deste questa prova, forse qualcuno potrebbe cambiare idea nei vostri confronti.

Orso bruno.

Meraviglia delle meraviglie. Adoro gli orsi, sono animali splendidi. È pure comprensibile la paura che nutriamo per questo animale, vista la taglia importante e la presunta aggressività, ma, in realtà, è assai meno pericoloso di quanto si creda. Si tiene alla larga dalle persone e può diventare aggressivo solo se si sente minacciato e se sente minacciata la propria prole. Purtroppo, in alcuni casi, si è scelto di sopprimere qualche esemplare per tutelare l’incolumità delle persone. Sono dell’idea che non sia questo il percorso: per tutelare le persone è sufficiente evitare di invadere il suo territorio o, comunque, imparare quale condotta seguire nel caso di incontri ravvicinati. In tutta italia se ne contano poco più di 100.

Aquila del Bonelli.

Il rapace per antonomasia. Una meraviglia: il volo di quest’aquila ha ispirato poeti, naturalisti e chiunque abbia la capacità di sorprendersi difronte ad un capolavoro di armonia della natura. Sono bestie quasi ipnotiche, potrei restare ora ad osservarle… se fosse possibile. Oggi l’aquila del Bonelli è in estinzione in quanto la maggior parte del suo habitat è stato distrutto dall’agricoltura intensiva. Non bastasse questo delle persone senza scrupoli vanno a prelevare i piccoli dai nidi e, per finire, la caccia al coniglio le sta privando della loro principale preda. La Sicilia era forse la terra più bella del mondo: abbiamo distrutto gran parte del paesaggio con edifici osceni, rovinato un sacco di meraviglie archeologiche per la scarsa manutenzione ed ora, non soddisfatti, stiamo estinguendo pure le bellezze naturali. Non c’è pace per questa terra stupenda!

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