Come fare se vai in vacanze ed hai un cane

L’insofferenza della gente verso i bambini e gli animali

Non è sempre facile portarci dietro il nostro animale quando andiamo in vacanza. Chi è alle prime armi con un animale potrebbe rimanere scioccato da quanto sia complicata questa semplice operazione. Treni, aerei, alberghi, appartamenti… tutto sembra remare contro, e senza alcuna pietà. Siamo diventati capricciosi, e non solo in fatto di animali, vorremmo vivere dentro una campana di vetro e tenere fuori qualunque cosa possa, in qualche modo, recarci disturbo. E allora apriti cielo. Vorrai mica mangiare al ristorante con un cane accovacciato sotto ad un tavolo a pochi metri da noi? E come si fa a riposare in spiaggia se a 5 metri ci sono dei bambini che giocano col cane? Impossibile. Impossibile sia per la temibile presenza del cane, che per gli schiamazzi dei bambini. A tutti noi piacciono i bambini, purché non giochino col pallone o col frisbie, non parlino e non ridano ad alta voce, non corrano, magari alzando sabbia, non facciano domande e non piangano. Insomma, ci piacciono purché siano calmi come una mummia. Figuriamoci un cane. Scusate se sto divagando, ma questo rientra in quelli che per me sono argomenti sensibili. Quindi meglio che torni sul pezzo, altrimenti finisco per utilizzare un linguaggio sconveniente.

Vai in vacanza? Porta con te il cane.

E come dicevano i romani, torniamo “ab ovo”, come fare se dobbiamo andare in vacanza ed abbiamo un cane? Bene, innanzitutto io cercherei di andare in una struttura-spiaggia-città pet friendly. È una scelta 2 volte buona: primo perché li sarà tutto strutturato in modo tale che il vostro animale non sia un ostacolo. Fate attenzione a questo particolare: io posso anche trovare un hotel che mi accetta il cane, ma se poi ogni volta che vado in un bar, un supermercato, un autobus non lo posso portare con me, sono da capo. Se scelgo un campeggio pet friendly so che dentro al campeggio avrò accesso ad una serie di strutture, come bar, supermercato, piscina e spiaggia senza problemi. Esiste poi una seconda ragione: se cominciate a snobbare i luoghi ostili ai nostri animali gli andrete a cagionare un danno economico, la conseguenza che dovranno anche loro accettare l’idea di accogliere gli animali prima o poi. Purtroppo oggi giorni, se si vuole ottenere qualcosa, agire sul portafoglio è il modo migliore. In cambio però, vi invito ad essere sempre al massimo educati con i vostri animali, raccogliere le sue deiezioni, evitare di farlo pisciare nelle vetrine dei negozi e, se è di grossa taglia, di spaventare i passanti. Se vogliamo essere accolti di buon grado, siamo noi che per primi dobbiamo manifestare buona educazione.

Lascia il tuo cane solo a persone o strutture di cui ti fidi.

Dovete andare a trovare i vostri parenti a New York e portarvi dietro il mastino è proprio un problema che non potete risolvere? E allora dovete per forza cercare un piano B. Mi limito ad elencarli, ma lascio a voi e alla vostra esperienza decidere quale strada percorrere. La prima soluzione, e secondo me la migliore, è quella di affidarli ad un amico o un parente di fiducia. Il distacco da voi è già un brutto trauma per lui, magari darlo a qualcuno che sicuramente gli darà dell’affetto “sostitutivo” andrà a mitigare il trauma. Questa soluzione però non è sempre percorribile. E, allora, bisogno passare al piano B. In questi casi il passaparola è fondamentale. Esistono i cosidetti “dog sitter”, ovvero persone che per professione accompagnano a spasso i cani. Nel 90% dei casi lo fanno per puro amore verso gli animali, fosse altro perché è una professione tramite la quale si guadagna davvero poco. Ecco perché tendo a fidarmi di loro. Di solito, per una cifra ragionevole, sono anche disposti ad accogliere un animale ad un prezzo ragionevole. Se ne conoscete bene uno o se qualcuno è in grado di garantire sulla loro serietà, potrebbe essere la soluzione giusta. La terza alternativa sono le pensioni e gli alberghi per cani. Relativamente a queste strutture, in questi anni, si è fatta una campagna terroristica: va bene stare sempre allerta, ma non è scritto da nessuna parte che la pensione per cani debba essere per forza un lager. E allora ci fidiamo? Valgono le solite regole: in primis accertatevi che siano in possesso di tutti i requisiti e tutte le certificazioni necessarie per praticare la professione. Poi visitate il luogo, una visita abbastanza approfondita e una chiacchierata col personale che la gestisce ci possono dare un’impressione abbastanza credibile relativamente alla struttura alla quale vogliamo affidare il nostro animale. E, ancora una volta, il passaparola. Chiedete a qualcuno che conosce la struttura o che ci ha affidato qualche animale, cosa ne pensa. Se tutto vi torna, allora gli potete anche affidare la vostra belva. Insomma, sono le normali verifiche che fareste anche se doveste affidare vostro figlio all’asilo.

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